OF WAR AND PEACE:
Dances, laudes, and chansons of the renaissance
 
   From the drama of battle to carefree dancing, from the moving inspiration of religious fervour to the frenzy of feasts and festivities, this programme offers a fresco of musical life in the 16th century when periods of peace continuously alternated with periods of war. The performance features secular music of popular origin as well as that linked with the nobility, and sacred music with instrumental versions of songs of religious praise and penitence.
   Ever-present in moments of festivity, sacred ritual, and on the battlefield, the instruments of the “alta cappella” faithfully bring back to life the strong tints of the music of war and peace.

  Staff: 6 musicians

 
  BandAntica La Pifarescha often participates in historical reenactments of renaissance festivities and processions, faithfully recreating a group of wind and percussion instruments as documentated in municipal registers of the period.

 
OF ANCIENT SOUNDS AND ANCIENT DANCES
Music and dances of the 15th and 16th centuries
 
   Dance, present in both private events and public celebrations, played a significant role in renaissance society. Much of what we know today about the rules of behaviour and manners of social life in the renaissance has been inferred from manuals of dance masters of the period. This programme draws from the vast repertoire of dance music used in seasonal and annual festivals and by courts in moments of self-celebration, evoking moments of public assembly and memorable events of renaissance courts.
   The choreography is an interpretation and reconstruction of material from manuals of Italian and French dance masters of the period (Fabrizio Caroso, Cesare Negri, Thoinot Arbeau) and makes use of costumes inspired by iconographical sources.
   The music consists of chansons and popular dance music (saltarellos, branles), and of those which could be considered the classics of 15th and 16th century dance (bassedanze, allemande, pavane, gagliarde, balletti e canari). The ensemble of shawms and sackbuts used by La Pifarescha boasts of a nobile origin. Already in the 13th century there are records of the players of these instruments in the payment registers of municipalities and courts, which required solemn music rich in sonority.

  Staff: 6 musicians, 4 dancers

  Choreography and reconstruction of historical choreography: Gloria Giordano
Music: BandAntica La Pifarescha
Costumes: Enrica Bizzarri, Walter Capezzali
 
Vive le Roy
Josquin Desprez, un Fiammingo alla corte di Ferrara
 

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni, salterio

Marco Ghirotti

Organo

Sotto la guida di Ercole I d’Este, durante il suo periodo di regno dal 1471 al 1505, la Cappella Musicale Ferrarese vive un periodo di alto splendore.
Da sempre grande mecenate delle arti a corte, il Duca cerca di garantirsi la migliore produzione musicale del periodo, facendo arrivare a Ferrara sia le composizioni più in voga che gli stessi autori. Nasce così negli anni una formidabile compagine dei migliori compositori, cantanti e strumentisti d’Europa, capitanata per quasi tre decenni da un maestro di Cappella tedesco, Johannes Martini.
Vasta è la presenza di cantori e compositori provenienti da tutto il nord Europa, in particolare dalle Fiandre e dalla Borgogna. E’ la presenza di figure di spicco come Agricola, Compere, Gomberg, Isaac, Werbeecke, Obrecht, Ghiselin che segna la vita musicale ferrarese della fine del quattrocento. Su tutti, spicca per capacità e prestigio la figura di Josquin Desprez, in contatto per diversi anni con gli Este, prima di essere ufficialmente assunto come maestro di cappella solo pochi mesi prima della morte del duca stesso.
Il programma proposto è dedicato interamente a Josquin, musicista preferito da Ercole per la spiccata genialità delle proprie composizioni.

 

 
“Cantiones a la Pifarescha”
I Fiamminghi alla corte di Ferrara
 

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni, salterio

Marco Ghirotti organo

Sotto la guida di Ercole I d’Este, durante il suo periodo di regno dal 1471 al 1505, la Cappella Musicale Ferrarese vive un periodo di alto splendore.
Da sempre grande mecenate delle arti a corte, il Duca cerca di garantirsi la migliore produzione musicale del periodo, facendo arrivare a Ferrara sia le composizioni più in voga che gli stessi autori. Nasce così negli anni una formidabile compagine dei migliori compositori, cantanti e strumentisti . provenienti da tutto il nord Europa, in particolare dalle Fiandre e dalla Borgogna, capitanata per quasi tre decenni dal maestro di Cappella tedesco Johannes Martini.
La vita musicale ferrarese della fine del quattrocento sarà segnata dalla presenza di figure di spicco come Agricola, Brumel, Compere, Gomberg, Isaac, Werbeecke, Obrecht, Ghiselin e, fra i più noti e richiesti, J. Desprez.
A seguito dei legami politici ed economici con la vicina Mantova, il Duca Ercole I ed il casato dei Gonzaga intendono celebrare ufficialmente gli accordi presi con un legame di sangue. Ecco dunque il fidanzamento tra la giovanissima Isabella d’Este e l’adolescente Francesco Gonzaga.
Il programma presentato si snoda all’interno del Codice Musicale intitolato Cantiones a la Pifarescha, contenente le composizioni più in voga nel decennio 1471-80 e commissionato da Ercole I come dono di fidanzamento alla figlia, cresciuta in un ambiente cortese che metteva le arti al primo posto nei valori della società, grande appassionata ed educata alla musica proprio dal maestro di Cappella Johannes Martini.

 

 
Di Guerra e di pace
 

Doron David Sherwin

cornetto

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni, salterio

La guerra e la pace rappresentano due situazioni che caratterizzano fortemente la vita del Rinascimento e la musica, fedele presenza nelle alterne vicende umane, le riproduce e celebra attraverso le proprie modalità.
I brani presentati si legano al tema del concerto in vari modi, tra i quali spiccano il titolo (guerresco, celebrativo o legato alle feste di corte o popolari), la citazione musicale di elementi di reale origine militare oppure di temi legati alla vita della corte o della piazza, le “invenzioni” anche estemporanee di carattere ritmico e melodico.
Il programma offre quindi una rappresentazione in musica di questi aspetti contrapposti: da una parte la guerra, con il fragore e i ritmi della battaglia, dall’altra la festa con il suo carattere liberatorio di spensieratezza e frenesia quasi apotropaica e la pace, da sempre auspicata aspirazione dell’uomo, e ancor oggi tema di forte attualità.

 

 
… A LA BATTAGLIA
La guerra in musica nel Rinascimento
 

Doron David Sherwin

cornetto

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni

Stefano Rocco

liuto, chitarra alla spagnola

Liuwe Tamminga

organo

N.B. Il programma prevede anche una possibile alternativa per eventuali esecuzioni senza organo.

La guerra, evento tragico e orribile, rappresentava per l'uomo rinascimentale una tappa pressoché inevitabile dell'esistenza, un fatto molto più familiare e consueto di quanto possa esserlo per la nostra odierna sensibilità. Le campagne militari erano all'ordine del giorno, la guerra un mestiere comune e le popolazioni erano abituate a convivere periodicamente con essa: forse anche per esorcizzare questa drammatica esperienza di morte, la musica del tempo si intrattiene spesso, tra imitazione, gioco e scherzo, con temi guerreschi. Lo squillare delle trombe, il rullare dei tamburi, il curioso suono del flauto da tamburo che chiamava alla battaglia, il passo cadenzato dei fanti e quello più morbido dei cavalli, le melodie tipiche d’ogni compagnia, le marce verso la pugna avevano modelli sonori codificati e riconoscibili, parte dell'esperienza comune. Inoltre, nell'età rinascimentale il potere laico o religioso utilizzava la musica quale strumento per la propria esaltazione, affidandole un ruolo importante nei rituali privati o collettivi, tra cui vi erano le celebrazioni di vittorie belliche; alle dipendenze o sotto la protezione di un potente, il musico era dunque tenuto ad omaggiarlo attraverso la propria arte.
Il genere delle battaglie, espressione significativa del gusto rinascimentale per il realismo descrittivo, realizzato con svariate combinazioni strumentali e/vocali, incontrerà un’enorme fortuna che durerà, pur con modalità differenti, fin oltre il Barocco.