LA BATTAGLIA DI LEPANTO
 

 

All'alba del 7 ottobre 1571, nel tratto di mare antistante la città di Lepanto si svolse una delle più importanti battaglie della storia occidentale, i cui esiti furono determinanti per la conformazione di quella che è l’Europa di oggi. La Lega Santa, formata da forze veneziane, spagnole, napoletane, genovesi e dello stato pontificio, affrontò sconfiggendola l’armata turca, dopo un lungo e sanguinoso combattimento.
La vittoria fu di importanza fondamentale poiché segnò la fine del predominio turco nel Mediterraneo.
Il programma prende spunto dall’episodio storico per raccontare un ipotetico diario di viaggio di quello che poteva essere un uomo comune del ‘500, strappato alla sua famiglia ed alla sua terra e proiettato in una serie di esperienze lontanissime dal suo mondo limitato, povero umanamente, culturalmente ed economicamente.
Ecco dunque che la minaccia dell’esercito turco lo porta ad allontanarsi da casa, arruolarsi nell’esercito, navigare, combattere, assaporare la vittoria e tornare finalmente a casa.
La musica della Pifarescha come colonna sonora degli eventi e le vicissitudini di quest’uomo, alternata a brevi testimonianze dell’epoca, storiche e letterarie .
Alla parte musicale il compito di narrare i vari momenti della vita del nostro “eroe”, puntando su quelle che sono le caratteristiche peculiari del gruppo: conoscenza e pratica del repertorio rinascimentale, la capacità di passare dalla musica colta a quella etnica e popolare, grande impatto sonoro, la possibilità di utilizzare tutte le sfumature degli strumenti a fiato.
Nel programma si alternano brani di estrazione colta (Susato, Essen, Jannequin), a rappresentare le corti europee e l’imponenza della Lega Santa, musica popolare per rappresentare il mondo semplice e povero del personaggio del nostro progetto, brani appartenenti alla tradizione balcanica e greca come rappresentazione del viaggio in mare e della città di Lepanto, e le fragorose fanfare della tradizione dei giannizzeri per descrivere l’esercito turco.

   
 
Organico: 6 musicisti
   
 
MUSICHE DI DANZE, LAUDI E CANZONI DEL RINASCIMENTO
 
   Nel concerto vengono presentati i diversi aspetti della musica polifonica rinascimentale: il repertorio profano di estrazione prettamente popolare, quello di estrazione più colta legato alle raffinatezze delle Corti, e la musica sacra con versioni strumentali di canti religiosi di lode o penitenziali.
   Dal fragore delle battaglie alla spensieratezza delle danze, dalla commovente ispirazione religiosa alla frenesia del giorno di festa, il programma offre un affresco della vita quotidiana del ‘500, dove periodi di pace si alternavano continuamente a guerre che vedevano coinvolte città e villaggi.
   Presenti nei momenti di festa, nei riti sacri e sul campo di battaglia, gli strumenti dell’alta cappella ci rendono fedelmente le tinte forti delle musiche di guerra e pace.

  Organico: 6 musicisti

 
  Per le sue caratteristiche, BandAntica La Pifarescha partecipa spesso a cortei storici o rivisitazioni di feste rinascimentali, riproponendo fedelmente l’utilizzo della formazione di strumenti a fiato e percussione così come descritti nei documenti dei registri comunali dell’epoca.

 
DI SONI ANTICHI E ANTICHE DANZE
Musiche e danze del XV e XVI secolo
 
   Lo spettacolo prevede una continua alternanza di brani musicali e danzati. La danza rappresentava il tessuto connettivo nell’ambito di manifestazioni private e celebrazioni pubbliche, e aveva un ruolo significativo nei singoli contesti sociali.
   Il programma attinge a quel vasto repertorio coreutico che era per il popolo rito propiziatorio nelle grandi feste annuali e stagionali, e per la Corte, momento di autocelebrazione, rievocando, nelle due parti che lo compone, uno spaccato di vita tra le piazze e i fasti delle Corti italiane del Rinascimento.
   La rappresentazione si basa sull’interpretazione e la ricostruzione di coreografie tratte dai manuali di danza italiani e francesi, redatti dai maestri di danza dell’epoca, (Fabrizio Caroso, Cesare Negri, Thoinot Arbeau), e prevede l’uso di costumi ispirati alle fonti iconografiche dell’epoca.
   L’esecuzione di brani polifonici legati alle chansons ed al vasto repertorio di ispirazione popolare (salterelli, branles) e di quelli che si possono ritenere dei classici della danza del Quattro e Cinquecento (bassedanze, allemande, pavane, gagliarde, balletti e canari), ossia di quel particolarissimo stile nel quale si ritrovano regole di comportamento e maniere della vita sociale desunte dai manuali dei maestri di ballo dell’epoca, è affidato a BandAntica La Pifarescha.
   La formazione dei Piffari e Tromboni vanta una nobilissima origine. Già dalla fine del XIV secolo sono elencati i suonatori di questi strumenti nei registri di pagamento dei comuni italiani, delle corti e di tutte quelle feste che in Europa richiedevano una musica solenne e ricca di sonorità.

  Organico: 6 musicisti, 4 danzatori (è prevista anche una versione con l’aggiunta di una voce recitante)

  Coreografie e ricostruzioni coreografiche: Gloria Giordano
Concertazione: BandAntica La Pifarescha
Costumi: Enrica Bizzarri, Walter Capezzali


 
Vive le Roy
Josquin Desprez, un Fiammingo alla corte di Ferrara
 

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni, salterio

Marco Ghirotti

Organo

Sotto la guida di Ercole I d’Este, durante il suo periodo di regno dal 1471 al 1505, la Cappella Musicale Ferrarese vive un periodo di alto splendore.
Da sempre grande mecenate delle arti a corte, il Duca cerca di garantirsi la migliore produzione musicale del periodo, facendo arrivare a Ferrara sia le composizioni più in voga che gli stessi autori. Nasce così negli anni una formidabile compagine dei migliori compositori, cantanti e strumentisti d’Europa, capitanata per quasi tre decenni da un maestro di Cappella tedesco, Johannes Martini.
Vasta è la presenza di cantori e compositori provenienti da tutto il nord Europa, in particolare dalle Fiandre e dalla Borgogna. E’ la presenza di figure di spicco come Agricola, Compere, Gomberg, Isaac, Werbeecke, Obrecht, Ghiselin che segna la vita musicale ferrarese della fine del quattrocento. Su tutti, spicca per capacità e prestigio la figura di Josquin Desprez, in contatto per diversi anni con gli Este, prima di essere ufficialmente assunto come maestro di cappella solo pochi mesi prima della morte del duca stesso.
Il programma proposto è dedicato interamente a Josquin, musicista preferito da Ercole per la spiccata genialità delle proprie composizioni.

 

 
“Cantiones a la Pifarescha”
I Fiamminghi alla corte di Ferrara
 

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni, salterio

Marco Ghirotti organo

Sotto la guida di Ercole I d’Este, durante il suo periodo di regno dal 1471 al 1505, la Cappella Musicale Ferrarese vive un periodo di alto splendore.
Da sempre grande mecenate delle arti a corte, il Duca cerca di garantirsi la migliore produzione musicale del periodo, facendo arrivare a Ferrara sia le composizioni più in voga che gli stessi autori. Nasce così negli anni una formidabile compagine dei migliori compositori, cantanti e strumentisti . provenienti da tutto il nord Europa, in particolare dalle Fiandre e dalla Borgogna, capitanata per quasi tre decenni dal maestro di Cappella tedesco Johannes Martini.
La vita musicale ferrarese della fine del quattrocento sarà segnata dalla presenza di figure di spicco come Agricola, Brumel, Compere, Gomberg, Isaac, Werbeecke, Obrecht, Ghiselin e, fra i più noti e richiesti, J. Desprez.
A seguito dei legami politici ed economici con la vicina Mantova, il Duca Ercole I ed il casato dei Gonzaga intendono celebrare ufficialmente gli accordi presi con un legame di sangue. Ecco dunque il fidanzamento tra la giovanissima Isabella d’Este e l’adolescente Francesco Gonzaga.
Il programma presentato si snoda all’interno del Codice Musicale intitolato Cantiones a la Pifarescha, contenente le composizioni più in voga nel decennio 1471-80 e commissionato da Ercole I come dono di fidanzamento alla figlia, cresciuta in un ambiente cortese che metteva le arti al primo posto nei valori della società, grande appassionata ed educata alla musica proprio dal maestro di Cappella Johannes Martini.

 

 
Di Guerra e di pace
 

Doron David Sherwin

cornetto

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni, salterio

La guerra e la pace rappresentano due situazioni che caratterizzano fortemente la vita del Rinascimento e la musica, fedele presenza nelle alterne vicende umane, le riproduce e celebra attraverso le proprie modalità.
I brani presentati si legano al tema del concerto in vari modi, tra i quali spiccano il titolo (guerresco, celebrativo o legato alle feste di corte o popolari), la citazione musicale di elementi di reale origine militare oppure di temi legati alla vita della corte o della piazza, le “invenzioni” anche estemporanee di carattere ritmico e melodico.
Il programma offre quindi una rappresentazione in musica di questi aspetti contrapposti: da una parte la guerra, con il fragore e i ritmi della battaglia, dall’altra la festa con il suo carattere liberatorio di spensieratezza e frenesia quasi apotropaica e la pace, da sempre auspicata aspirazione dell’uomo, e ancor oggi tema di forte attualità.

 

 
… A LA BATTAGLIA
La guerra in musica nel Rinascimento
 

Doron David Sherwin

cornetto

Stefano Vezzani

flauti, flauto e tamburo, cornamuse, bombarde

Marco Ferrari

flauti, cornamuse, bombarde

Goffredo Degli Esposti

flauti, flauto e tamburo, traversa, cornamuse, bombarde

Mauro Morini

tromboni, tromba da tirarsi

David Yacus

tromboni, tromba da tirarsi

Gabriele Miracle

percussioni

Stefano Rocco

liuto, chitarra alla spagnola

Liuwe Tamminga

organo

N.B. Il programma prevede anche una possibile alternativa per eventuali esecuzioni senza organo.

La guerra, evento tragico e orribile, rappresentava per l'uomo rinascimentale una tappa pressoché inevitabile dell'esistenza, un fatto molto più familiare e consueto di quanto possa esserlo per la nostra odierna sensibilità. Le campagne militari erano all'ordine del giorno, la guerra un mestiere comune e le popolazioni erano abituate a convivere periodicamente con essa: forse anche per esorcizzare questa drammatica esperienza di morte, la musica del tempo si intrattiene spesso, tra imitazione, gioco e scherzo, con temi guerreschi. Lo squillare delle trombe, il rullare dei tamburi, il curioso suono del flauto da tamburo che chiamava alla battaglia, il passo cadenzato dei fanti e quello più morbido dei cavalli, le melodie tipiche d’ogni compagnia, le marce verso la pugna avevano modelli sonori codificati e riconoscibili, parte dell'esperienza comune. Inoltre, nell'età rinascimentale il potere laico o religioso utilizzava la musica quale strumento per la propria esaltazione, affidandole un ruolo importante nei rituali privati o collettivi, tra cui vi erano le celebrazioni di vittorie belliche; alle dipendenze o sotto la protezione di un potente, il musico era dunque tenuto ad omaggiarlo attraverso la propria arte.
Il genere delle battaglie, espressione significativa del gusto rinascimentale per il realismo descrittivo, realizzato con svariate combinazioni strumentali e/vocali, incontrerà un’enorme fortuna che durerà, pur con modalità differenti, fin oltre il Barocco.